Alla scoperta di Caravaggio: San Luigi dei Francesi

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Alla scoperta di Caravaggio: San Luigi dei Francesi

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Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (dal nome del luogo dove si trasferisce nel 1577 da Milano per fuggire la peste), è senza dubbio una dei pittori più famosi di tutti i tempi.

La sua fama è dovuta tanto al suo talento e alle sue magnifiche tele che si contraddistinguono per il contrasto fra luce ed ombra, quanto alla sua vita inquieta e tormentata. Il suo girovagare per il Mediterraneo ha fatto si che le sue opere si possano ammirare un po’ ovunque, da Milano a Napoli, dalla Sicilia a Malta, ma soprattutto a Roma!

E’ a Roma infatti che si trasferisce nel 1592 appena ventunenne, ed è qui che nell’arco di circa tredici anni realizza molti dei suoi capolavori. Dopo aver realizzato diversi quadri per committenti privati, come il Bacchino malato o il Fanciullo con canestra di frutta (entrambi databili 1593-1594 ed entrambi a Roma alla Galleria Borghese), il Merisi riceve la sua prima commissione pubblica nel 1599: le Storie di San Matteo in San Luigi de’ Francesi.

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La chiesa, che si trova nell’omonima piazza nei pressi del Pantheon e di Piazza Navona, venne costruita fra il 1518 e il 1589 ed è la chiesa nazionale dei francesi di Roma. Al suo interno conserva, oltre a ben tre tele del Merisi, degli affreschi del Domenichino risalenti al 1616-17, raffiguranti le storie di Santa Cecilia.


Ma torniamo a Caravaggio, e alla cappella Contarelli, la quinta sulla navata di sinistra, qui viene narrata la vita di San Matteo attraverso la Vocazione, la scrittura del vangelo (San Matteo e l’angelo) e il Martirio.

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La prima scena è ambientata in un locale oscuro (tipica ambientazione delle scene del Caravaggio, che fa venire in mente quei bassifondi della Roma del fine ‘500 e inizio ‘600 che era solito frequentare), illuminato da uno squarcio di luce che proviene da una probabile porta in alto a destra; la luce è quella divina, quella di Gesù che sta indicando Matteo, con un gesto che è senza dubbio una citazione dell’altro Michelangelo, quello della Sistina. Il gabelliere, questo era il lavoro di Matteo, indica se stesso, e con una faccia sbalordita sembra dire”sono proprio io?”, memore del Filippo di Leonardo nell’Ultima Cena, che Caravaggio aveva avuto sicuramente modo di vedere a Milano.

 

 

Dietro questa scena si cela un messaggio ben preciso del Merisi, coloro che come Matteo e i due giovani fanciulli in costume alzano lo sguardo verso Cristo e si accorgono quindi della luce divina si potranno salvare, quelli che invece, come il vecchio con gli occhiali e l’altro giovane che continuano a contare i soldi senza accorgersi minimamente della presenza di Gesù e di Pietro, sono destinati a perdersi.


caravaggio-francesi-3-romachenonsaiLa seconda tela, che si trova al centro della cappella, rappresenta l’angelo che detta il vangelo a Matteo; ma questo quadro è una seconda versione del soggetto, Caravaggio ne aveva infatti dipinto un altro per il quale però venne accusato di poco decoro perché raffigurava Matteo nelle fattezze di un contadino ignorante e l’angelo che con la propria mano lo aiutava a scrivere. Questa prima versione che era conservata a Berlino purtroppo è andata distrutta durante la seconda guerra mondiale.


 

Veniamo ora al Martirio: mentre nella Vocazione i personaggi sono pochi e disposti ordinatamente, qui la scena è caotica, piena di orrore e ricca di pathos. Il carnefice al centro della scena ha appena colpito il Santo con la spada, vediamo infatti schizzare il sangue, elemento macabro e cruento che ritroviamo spesso in Caravaggio, come le bocche spalancate del ragazzo sulla destra e del carnefice, che conferiscono maggiore drammaticità alla scena. Un angelo scende poi all’improvviso portando una palma, simbolo del martirio. Infine Caravaggio si inserisce nell’opera, l’ultimo personaggio sullo sfondo, e partecipa così emotivamente al sacrificio del Santo.

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Grazie a questi straordinari capolavori, e non solo, questa è davvero una tappa obbligatoria per chiunque venga o abiti a Roma.


 I TRE CARAVAGGIO DI S.LUIGI

Piazza di San Luigi de’ Francesi, 00186 RM

La trovata aperta di mattina dalle 10 alle 12:30 (tranne giovedì)
e il pomeriggio dalle 15 alle 19.


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Claudio

Nato a Roma da padre italiano e madre belga. Sono cittadino di entrambi i paesi, ma mi sento allo stesso tempo italiano, belga, europeo e cittadino del mondo. Studio Storia dell’Arte presso La Sapienza, appassionato, oltre che d’arte, di cinema e di montagna. Il mio motto è "impara l'arte e mettila da parte!".

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