I vestiti dei sogni in mostra a Palazzo Braschi

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I vestiti dei sogni in mostra a Palazzo Braschi

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Chi viene a Roma sicuramente non va via senza aver mostra vestiti palazzo braschipasseggiato almeno per
una volta per piazza Navona, scattato qualche foto alla fontana dei Quattro fiumi del Bernini ed essere entrato nella chiesa di sant’Agnese in Agone del Borromini; ma se si vuole arricchire la visita con un fuoriprogramma questa è l’occasione per visitare il Museo di Roma a Palazzo Braschi.

mostra vestiti palazzo braschiAll spalle della piazza con un’entrata anche da Corso Vittorio Emanuele, nel cuore quindi della Roma rinascimentale, sorge questo palazzo poco conosciuto forse, perché messo in ombra dalla più famosa piazza sui cui si affaccia. Progettato dall’architetto Cosimo Morelli per incarico di Papa Pio VI che lo volle dare in dono al nipote, fu poi venduto nel 1871 dagli eredi allo Stato italiano: inizialmente divenne sede del Ministero dell’Interno e durante il fascismo fu sede di varie istituzioni dell’epoca.

Dopo la guerra, fino al 1949, vi trovarono riparo alcune famiglie di sfollati ma dal 1952 diventa sede del Museo di Roma, che originariamente era ospitato nell’ex pastificio Pantanella in Via dei Cerchi.
Il Museo, dal 17 gennaio al 22 marzo di quest’anno, ospita una mostra dedicata alla storia del costume cinematografico dal 1915 al 2015, intitolata I vestiti dei sogni: quale occasione migliore per visitarlo?
La mostra, infatti, è imperdibile dal momento che raccoglie oltre cento abiti originali, decine di bozzetti e una selezione di oggetti che raccontano un secolo di storia del cinema.

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Entrando nel palazzo ci troviamo già in un mondo surreale e l’elegante e mastodontico scalone ci riporta alla mente frammenti di un déjà-vu.
Nel 1905 si aprono le prime case cinematografiche e subito i nostri prodotti conquistano i mercati mondiali per la scenografia, la bellezza della fotografia e per la ricchezza del guardaroba.
Le grandi attrici del cinema muto sono costumiste di se stesse, gli abiti che indossano come una seconda pelle recitano con loro e l’ampio scialle di Francesca Bertini in Assunta Spina ne è l’esempio calzante.

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Così attraverso i saloni magicamente illuminati dalla maestria di Luca Bigazzi e, grazie agli spezzoni dei film proiettati nelle varie sale, quegli abiti, quelle stoffe, quei colori e, tramite loro, Natasha di Guerra e Pace e Angelica de Il Gattopardo riprendono vita; quasi per incanto ci sentiamo trasportati in quei saloni e le nostre emozioni sembrano confondersi con quelle dei protagonisti.

 

mostra vestiti palazzo braschiDanilo Donati, il più grande artista tra i costumisti, ottiene nel 1969 con Giulietta e Romeo di Franco Zeffirelli il primo Oscar e collaborerà poi per anni con Pier Paolo Pasolini in vari film tra cui Uccellacci e Uccellini con il grande Totò.
Donati creerà in materiale povero gli abiti degli attori in Edipo re, come sculture in movimento fatte di piume, rame, legno, conchiglie e paglia.
Il sodalizio con Federico Fellini lo porterà poi a vincere nel 1977 con il Casanova  il suo secondo premio Oscar.

 

 

Amostra vestiti palazzo braschittraversando i saloni, forse per il colore rosso o forse perché è l’univo capo d’abbigliamanto esposto, la redingote rossa della Gradisca ci riporta subito alla memoria Amarcord di Federico Fellini e viene spontaneo abbozzare un malinconico sorriso quando sullo schermo la ritroviamo impacciata nel letto con in testa il suo inseparabile basco.
Le eccellenze della scuola italiana dei costumisti non si fermano qua, infatti dei 34 Oscar vinti in totale dall’ Italia ben 13 sono andati ai nostri maestri del costume: da Piero Gherardi per La Dolce vita e 8 e mezzo, a Vittorio Nino Novarese per Cleopatra e Cromwell, da Franca Squarciapino per Cyrano de Bergerac a Gabriella Pescucci per L’età dell’innocenza, mentre nel 2014 è stato dato l’Oscar per la carriera a Piero Tosi.

Ma sicuramente un motivo in più per visitare la mostra è dato proprio dalla possibilità di vedere alcune delle più grandi creazioni di Milena Canonero, costumista torinese che ieri si è aggiudicata l’ambita statuetta per gli splendidi e psichedelici abiti di Grand Budapest Hotel, rendendo ancora una volta orgoglioso il nostro Paese.

Non si tratta infatti della prima volta: già altri tre Oscar sono stati consegnati a Milena per il grande lavoro svolto in film cult come lo sono stati Barry Lyndon, Momenti di Gloria e Marie Antoinette.

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mostra vestiti palazzo braschiMa non finisce qui: una processione di sete, broccati e damaschi ci accompagna attraverso i saloni e nella carrellata riprendono vita quei costumi che hanno fatto la storia del cinema italiano degli ultimi cento anni; l’elenco è lungo e ognuno ci balza alla memoria con le sue caratteristiche: il tailleur misero indossato da Anna Magnani in Bellissima con accanto il tutù inamidato della piccola Tina Apicella, o l’abito del Marchese del Grillo indossato da Alberto Sordi e poi ancora cappelli, parrucche e guanti in bella mostra nella sala destinata agli accessori.
Inoltre non poteva di certo mancare l’abito di Sandra Milo, che qui rivediamo ancora una volta volteggiare sull’altalena che la rese famosa in Giulietta degli spiriti.
Gli ultimi abiti sono allestiti nelle sale già occupate dai quadri della mostra permanente di Palazzo Braschi e dai bozzetti che i costumisti hanno disegnato nei minimi dettagli, inserendo addirittura il campione della stoffa che doveva essere usata dai sarti per confezionarli.

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Ubriachi da tante immagini ci troviamo nell’ultima stanza dove sta in bella mostra il mantello blu di Sabrina mostra vestiti palazzo braschiFerilli indossato nel film premio Oscar La grande bellezza, e accanto a questo non poteva certo mancare la giacca coloratissima ispirata al “Gaga napoletano” indossata da Jep Gambardella.
Gli abiti che una volta erano le attrici a scegliere per il personaggio interpretato, ora vengono creati ad hoc cercando di esprimere anche attraverso di loro il carattere del personaggio che lo indossa.
La visita alla mostra è terminata e ci ritroviamo davanti allo scalone monumentale del palazzo per riappropriarci della vita reale congelata durante la visita; ma ancora una volta ci avvolge quell’atmosfera magica che abbiamo respirato all’inizio, come se anche Jep e Ramona scendano le scale insieme a noi, dopo aver visitato il palazzo.

 


I costumi da Oscar!

Palazzo Braschi

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00

Il biglietto vi costa 11 euro (ridotto 9)

Ah, se sei di Roma rispettivamente 10 e 8 €


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Franca

Odiata da datori di lavoro e lavoratori professione: consulente del lavoro!L'antidoto al mio lavoro? Una famiglia numerosa e una macchina fotografica: romana di nascita, amo andare alla scoperta di angoli nascosti così la fredda contabile si trasforma…!

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